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XV.

Archivio di Stato in Venezia.

Provveditor General in Terra ferma, filza No. 42.

Illmo et Eccmo Sr Sr mia Ossmo.

Si come inviandomi V. E. nuove significationi del suo cortese affetto con tutte le sue lettere, e particolarmente con l'ultime de 28 del passato, m' accresce il desiderio che tengo di servirla. Così mi farebbe gratia singolar offerendomi occasione di comprobarglielo con le opere.

Il testimonio che a S. Sta ha fatto l'Ecca Vostra della mia divotione non può essere se non inferiore alla volontà istessa. E quant' al particolar della mia esibitione per qualche carico proporzionato al mio stato, aspetterò sempre con ogni rispetto e patienza gli comandamenti della Serma Repca.

E quando mi fosse preclusa quella via cercherò d'aprirmene qualche altra per farle conoscere chiaramente che sono disposto di prendere indifferentemente tutte le occasioni d' impiegarmi nel suo servitio con ogni ugual dispositione.

Non pretendo ne con broglio ne con intrighi ne in nissuna maniera così fatta di conseguir tal cosa, ma in vero son ben bramoso di meritarla con servitii non ordinarii.

E questo è quanto ho da dire per l'ultima volta in questo proposito.

Doppo le mie ultime non è passata cosa degna di notitia in questa Provincia.

Quant' agli Svizzeri ho gia mandato che presto si quietarebbe ogni cosa ma con la speranza conceputa da me della speditione tanto necessaria dall' Ambascre Ordinario di Francia con soldi conforme all' avviso che io ne haveva datto a Sua Maestà; essendo questo l'unico rimedio della presente discordia. E sempre per venire detto Ambasciatore e non compare mai, e fra tanto il male si fa maggiore ogni giorno.

Vanno Spagnuoli machinando nuove divisioni in quel Corpo per impedire gli disegni di Sua Maestà e per levarmi quest' impiego nella Rhetia; hanno con sommo artificio procurato li medesimi Spagnuoli che in Corte si siano di me lamentati e del mio proceder come partiale per Zurigani Cantoni Cattolici, come se io fomentassi la discordia fra di loro.

Et alcuni de' miei nemici servendosi di questo pretesto hanno tentato in Corte, e tentano ancora di rendermi sospetto. Ma spero superaremo ancora questa.

È cosa troppo ridicolosa di creder che io fomenti la divisione fra gli Svizzeri, l'unione de' quali è tanto necessaria

per questo Paese, che senza quella non posso tentare cosa alcuna.

(Omissis)

Coira li 10 Decembre, 1633,

Di Vostra Eccellenza.

XVI.

Affmo et Obligo Servitore,
Il Duca di Rohano.

Archivio di Stato in Venezia.

Provveditor general in Terra ferma, filza, No. 49.

Illmo et Ecco Signor mio Signor et Patron Collendissimo. Hoggidì vediamo il Signor Duca doppo molti travagli ridotto finalmente all' ultimo termine della sua vita. Perderà il Re un gran capo et la Serenissima Republica un servitor passionato per tutti gli suoi interessi. In questo colmo di dolore la sola consolatione che mi resta e ch' egli more pieno di gloria et di honore. Darò ordine di far portar il suo corpo in Francia con tutta la pompa che merita la grandezza d'un tal principe. Io andarò inanzi rendere conto al Re, et al Signor Cardinal di ogni cosa. In qualsivoglia fortuna che io mi ritrovi, conserverò sempre inviolabile la mia devotione verso il servitio della Serenissima Republica et il particolar di V. E. alla qual m'inchino supplicandola di perdonar questa lettera mal composta essendo scritta più tosto con lacrime che con inchiostro.

Di Vostra Eccellenza,

Di Sondrio li 30 Augusto 1636,

Humillisimo et Devotisse Servitore,
Benedetto Priolo.

XVII.

Archivio di Stato in Venezia,

Provveditor General in Terra ferma, filza, No. 49.
Illmo Signor mio Signor et patron Collendiss".

Non havendo qui le cose necessarie per imbalsamar il согро del Signor Duca supplico Vostra Eccellenza di permettere al speziero di Edolo di transferirsi a i confini per abbocarsi con il spenditor di casa il quale l'aspettarà in Airiga. Questo l'ultimo favore che Vostra Eccellenza si degnerà di rendere a a questo povero prencipe et con questo riverentemente le bacio le mani.

Di Sondrio li 31 Augusto 1636,
Di Vostra Eccellenza,

Humiliss et Devotiss° Servitore,
Benedetto Priolo.

XVIII.

Archivio di Stato in Venezia.

Provveditor General in Terra ferma, filza No. 49. Illmo et Eccmo Signor mio Signor et Patron Collendissimo. Un miracolo grande porto con questa alla notitia di Vostra Eccellenza. E resuscitato il Signor Duca di Rohano già da medici abbandonato, già la parola persa, già i denti serrati, già posso dire quasi morto. Tutto in un tratto è sopragiunto un moto di Corpo doppo il quale ha cominciato diraggionar meco; resta però la febre con debolezza grande di maniera ch' egli ancora è in pericolo. Di momento in momento aspettiamo qualche mutatione della quale darò parte a Vostra Eccellenza alla quale m' inchino.

Del Campo di Sondrio li 4 Settembre 1636.

Di Vostra Eccellenza,

Humilissimo et Devotisso Servitore,

XIX.

Benedetto Priolo

Archivio di Stato in Venezia.

Provveditor General in Terra ferma, filza, No. 49.

Illmo et Eccmo Signor mio Signor et Patron Collendissimo. Di giorno in giorno il Signor Duca va ricuperando forze et vigore. Se leva del letto et camina assai bene per camera. Scrive a Vostra Eccellenza la lettera qui inclusa.

Le preparano fuochi et altre dimostrationi di publica allegrezza per la ricuperata Salute di Sua Eccellenza.

Ha il Signor Duca dato libertà a tutti li prigioni et inviato senza ranzone il conte di Valenza con queste parole, dite a Milano che io non sono morto, et che ancora intenderanno parler della mia vita.

Hoggi s'è fatto legere l'ultima dispositione ch' Egli nel colmo del male havea fatte delle cose sue. Comandava che il suo cuore fosse alla sua figlia portato, il cadavere nella città di Rohano in Bretagna. La sua spada donava alla Serenissima Republica, le sue armi al cantone di Zurigo. Altra occorrenza di nuova non habbiamo quì, et con questa a Vostra Eccellenza m' inchino.

Sondrio li 19 Settembre 1636,

di Vostra Eccellenza, Humiliss et Devotiss° Servitore,

Benedetto Priolo.

XX.

Archivio di Stato in Venezia.

Provveditor General in Terra ferma, filza No. 49.
Illmo Signor mio Signor Ossmo.

Ho inviate le lettere di V. S. Ilma a Mantova essendo per alcuni miei affari venuto a Lovere di Bergamasca, ho ritrovato il Padre Raimondo Custode della Provincia d' Aquitania nostro amico, il quale nella Valtellina d' ordine dell' Ambasciatore di Sua Maestà Christianissima si è trattenuto dodici giorni, perchè il Duca di Rohano voleva fare professione della Santa Fede Cattolica nelle sue mani, ma havendo questo troppo ingelositi i Grigioni, e stato astretto a differire simil attione, qual senz' altro seguirà; poichè anco subito levato di letto il detto Duca di Rohano si transferì alla Chiesa dei Padri Cappuccini a render gratie a Dio, et alla Santissima Vergine, essendosi votato alla Santa Casa di Loreto, e nella sua infirmità altro non si sentiva, solo che credeva nell' autorità del Papa, e della Santa Chiesa Cattolica tanto apperto a V. S. Illma di certo e di verissimo. Adesso il detto Rohano si trova in Coira solo con otto Companie di Cavalleria per far consigli cola con i Grigioni e da qua son passate 12m doppie che l'Ambasciator di Francia manda da Venetia in Valtellina.

Non ho altro di novo di sicuro che perciò con fare affettuosa riverenza a Va Sa Illma finisco pregandogli da Dio ogni compito bene.

Di Lovere li 16 Ottobre, 1636,

Di Va Sa Illustrissima,

Devotissimo,

Fra Mauritio Francese.

XXI.

Archivio di Stato in Venezia.

Provveditor General in Terra ferma, filza No. 51.
(Inserta al dispaccio 18 Maggio 1637)
Illmo et Eccmo Sr Sr Mio Ossmo.

Doppo haver tentato tutti i mezzi possibili per far mutar la faccia delle cose del paese di Grigioni, et ogni mio tentativo essendo riuscito vano, ho trattato finalmente conforme all' ordine del Re di ritirar l'Armata il che ho esseguito li 5 stante; resto consolato in questo travaglioso negotio havendo operato quanto raggionevolmente da me si poteva desiderare. Ma il potere humano non s'estende a fare l'impossibile. A molti

sarà facile di far giudicio delle cose passate nella Rhetia, il successo delle quali è noto ad ogni uno, pochi ne penetrano la vera causa, il tempo solo il quale insegna ogni cosa sarà vero giudice di quanto è occorso, in questo mentre avanti allontanarmi più vengo ad assicurare V. E. della continuatione della mia perfetta osservanza verso di lei supplicandola ch' Ella si degni di testificar a Sua Serenità che io non respiro altro che qualche favorevole occasione per far cognoscere con quanto zelo son pronto d' impiegare la mia Vita pel servitio della Serma Repea e con questo a V. E. baccio affettuosamente la mano.

Zurigo li 9 Maggio 1637, D. V. E.

Affimo et Obligto Servitore,

XXII.

Il Duca di Rohano.

The following notes form a calendar of sundry despatches and letters from de Rohan, his secretary, Priolo, and others, which I have found in the Venice Archives, giving a full account of the Duke's proceedings whilst in the service of the Venetian Republic and in command of the French troops in the Valtalline and the Grisons. Many of them are so interesting that I venture to hope that the Society may be able at some future time to publish them 'in extenso.'

"In Volume 134 of the Deliberazioni (secreta)" of the Senate for 1635.

Decision of the Senate to employ Rohan, confirmed by one hundred and fourteen affirmative votes against one negative and thirteen 'nonsinceri' or doubtful.1

Order of the Senate for the payment to Rohan of nine thousand ducats (moneta corrente) on account of the sixty-one thousand agreed to be paid to him for the levies he had undertaken to raise.

Letter to the French Ambassador requesting his assistance in raising six thousand foot soldiers in France, for which one hundred and twenty-two thousand ducats di valuto corrente al corso di Venezia" were to be paid.2

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1 The ballot in the Venetian Senate was taken in three boxes or urns; one for the affirmative, a second for negative, and a third for doubtful votes, ie votes of those who had not made up their minds, and which were called "nonsinceri."

In vol. 133 of the same series, under the heads "Svizzeri, Grisone, and Zurich," are several important letters relating to the war in the Valtelline, but there is no mention in them of Rohan.

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